domenica 20 marzo 2011

Scrittori per il Giappone: aggiornamenti!

Dal blog:

Per prima cosa: grazie! Mai mi sarei aspettata una risposta così veloce e così numerosa!
Per seconda cosa: aggiornamenti, subito!
Si sono uniti a noi anche gli illustratori, su iniziativa del grande Paolo Barbieri. Un gruppo di artisti ci invierà opere che pubblicheremo insieme ai testi.
Dunque, il sito si chiamerà Autori per il Giappone: dovremmo farcela per lunedì ad essere on line, grazie al lavoro dell’eroico Valberici. Ma sarà in continuo aggiornamento, dunque non ci sono scadenze per i testi.
Alcune note, ora.
Potete partecipare tutti: non ha importanza se siete autori pubblicati o fan writer o autori che scrivono per la rete. Non c’è alcun limite, neppure di forma: vanno bene racconti, poesie, fan fiction.
Potete inviarmele in formato word (possibilmente) alla mia mail: lara.manni@gmail.com.
Donazioni. Stiamo ragionando in questo modo: per essere il più diretti possibile, con ogni probabilità linkeremo direttamente ad una pagina già attiva. Vi daremo notizie in breve. Dovrebbe funzionare così: nessun obbligo, ma la sollecitazione a chi passa e legge o guarda di donare almeno un euro. In altri paesi hanno fatto così, e ci sembra una bella idea. Gli autori sono ovviamente invitati a donare per primi.
Infine. Siamo, fin qui, a trentotto testi. Ecco il primo elenco, aggiornato alle 19.15 di oggi, sabato 19 marzo. Qui la pagina su Facebook.
Grazie!!!

Liam e Lara di Antonella Albano

Lentamente muoio di Anita Book

Maiko di Jadel Andreetto (Kai Zen)

DOROTABO.Il monaco della risaia fangosa di Francesca Angelinelli

Foresta (prologo) di Stefania Auci

NUOVA GENERAZIONE di Luca Azzolini

MAYDALA EXPRESS di Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto

La rondine di Elisabetta Bricca

L’azzurro oltre il bianco di Luciana Busiello

Il Tiranno di Eleonora Castellari

L’ultimo uomo di Tokio di Andrea Cattaneo

I put a spell on you, because you’re mine di Diana Cullen

Il venditore di umanità di Valentina Coffetti

Addio di Ezio De Falco

Perché proprio io di Emy C

Sospesi di Endif

I segreti di Altieres di Virginia De Winter

Noa e Momo di Alessia Esse

Tsuki ni murakumo, hana ni arashi – Nubi sulla luna, tempesta sui fiori. diGiulia Eusebi

Nemesis, ~ La creatura del Daat ~ di Francesco Falconi

Sei qui per il te’? di Clelia Farris

L’ombra del peccato, di Chiara Guidarini

Ceneri di Vincent Mancuso

Prova a prendermi di Lara Manni

Non un millennio di più di Fabio Musati

Sortilegio di Mario P

Il mio amico Squitty di Annamaria Piccione

Gaijin di Guglielmo Pispisa

Ciò che conta di Carla Pivari

Negli occhi di Koi di: Erika Pomella

Il giorno dei ciliegi in fiore di Francesca Restuccia

Figlia di cuore di Daniela Sacerdoti

Watakushi di Shanmei

W di Licia Troisi

Chiamati a raccolta di Fabrizio Valenza

Solo di Maurizio Vicedomini

Silent Voice di Anna Chiara Zambello

Sogno Globale di Carlo Zappulla


Un suono sordo ♥


In questo giorno che per me è come gli altri, scrivo a te. Te amico, alunno, nonno, genitore. Scrivo a te scienziato, ingegnere, professore..lavoratore. Scrivo pensando ai tuoi occhi che continuano a bagnare quella terra scomparsa come un'onda qualunque nell'Oceano. Alle tue dita che lasciano scivolare frammenti di case, alle braccia che sollevano corpi e capi. Al cuore distrutto dalle scosse ogni qualvolta che la speranza si spegne e riaccende nell'alzare un lenzuolo e vedere che chi giace non è un famigliare. E ancora, scrivo a chi, in quella parte del mondo non leggerà tutto ciò, ma vorrei che nonostante la distanza, sentisse la mia presenza tra gli sguardi assenti e persi della gente.


Forse le mani del mondo potrebbero costruire una cappa così da proteggere dalle radiazioni. E braccia forti potrebbero sostenere il peso dei macigni nel costruire nuove case. E un corpo per poter dare calore, calore umano. E una bocca, per poter fare l'impossibile.


Impossibile.. sorridere.


E' un suono sordo quello delle silenziose urla della gente. Sono inermi alle scosse o forse tremano ancora e non possono avvertirle. Sono crollate mura sulle loro teste, e il mondo accompagnava quella libera caduta, impotente. Disarmato.


La speranza cerca di sfamare il vuoto allo stomaco che non ha fame se non della fine di questa tortura.


C'è l'immagine ferma nella mia mente di un corpo sfinito, un viso macchiato di terra mista a lacrime, l'invana ricerca di protezione nelle braccia di un pompiere.


Io credo in Dio, l'unico.


Qualcuno dice che qualche altro dio si è voluto divertire. Ha voluto giocare alla morra cinese, con l'uomo.


Uno. Due. Tre. L'uomo ha lanciato carta, con su disegnato il progetto di milioni di anni, e quel dio come un sasso l'ha schiacciato. Ancora una volta: uno, due e tre. E ancora l'uomo ha lanciato carta, con su disegnata la quotidianità. E il dio vincitore anche questa volta, come le forbici ha tagliato ogni sogno di vita.


Contemplerà la sua vittoria forse nel buio di una città, nelle luci spente degli occhi.



Dona. Dona una speranza in più. Una pò di forza in più. Dona la tua presenza.

venerdì 18 marzo 2011

Iniziativa AIUTIAMO IL GIAPPONE ♥

Lara Manni ha organizzato un'iniziativa per sostenere il Giappone dopo il grave accaduto..
Questo è il suo post:

L’idea mi è venuta navigando. Quasi in ogni paese, artisti visivi, musicisti, scrittori, si sono organizzati sul web per fare una donazione in favore del Giappone. Per esempio, in Inghilterra hanno fatto questo.
Mi sono chiesta: e noi?
E subito dopo mi sono detta: facciamolo.
L’ipotesi è questa. Apriamo un sito o blog. Postiamo, in regalo, un breve testo. Un racconto, direi. Sarebbe bello che fosse legato a quanto è accaduto e accade in Giappone. Ma, visti i tempi, andrebbe bene anche un inedito, nel caso di autori già pubblicati. Perchè a me piacerebbe estendere l’idea a tutti coloro che scrivono: fan writer, frequentatori di blog e forum sulla scrittura. Perchè questa non è l’occasione, secondo me, di dimostrare che si è bravi: ma che si può usare la scrittura per uno scopo. Anche.
Dunque. Si postano i testi e si chiede a chi legge un euro, non di più, da devolvere in favore del Giappone. Personalmente pensavo a Save The Children e/o Medici senza frontiere. Dobbiamo contattarli, ma credo proprio che non ci siano problemi.
Tempi: rapidissimi.
Che ne dite?
Hanno già aderito, via Facebook, tanti scrittori: Virginia De Winter, GL D’Andrea, Francesco Falconi, Fabiana Redivo, Laura Costantini, Isabella Moroni. Ma anche tanti altri attivi in rete: Caska Langley, Francesca Baraldi, Kei Nekomata, Diana Cullen, Andrea Cattaneo, Daniela Vio Benedetti, Federica Congedo, Vincent Mancuso. Dimentico sicuramente qualcuno, ma è l’elenco che si riferisce a poche ore fa. Che ne dite?

Questo è il suo blog sul quale potrete seguire lo sviluppo dell'iniziativa!

Il mio blog non è molto seguito, soprattutto per colpa mia il non aggiornarlo e in fin dei conti è vuoto rispetto a quelli del resto del mondo. . ma cmq parteciperò a questa inziativa per quello che provo io, per la mia passione, per loro!!

sabato 26 febbraio 2011

Hanami.. La stagione dei fiori.


Lo Hanami (let. "l'osservazione dei fiori") è il “rito” tradizionale giapponese legato all'osservazione degli alberi in fiore.
Nonostante l'antichità della tradizione è ancora molto sentita in Giappone, infatti provoca delle migrazioni di milioni di persone ad ammirare i giardini rosa.
Lo spettacolo dei ciliegi si può guardare da inizio aprile (nel sud dell'isola di Honshu) fino a metà maggio (nella settentrionale Hokkaidō).


Storia:
La pratica dello hanami vanta molti secoli di tradizione. Non esiste una data ben precisa, ma si stima che ebbe inizio durante il Periodo Nara (710-784) quando il Giappone subì diverse influenze dalla Dinastia Cinese Tang; nell’ambito naturalistico è stato “importato” lo studio della natura, dove il fattore principale era l’osservazione delle sue trasformazioni ed il saper cogliere la sua bellezza, come la fioritura.
Benché all’inizio venivano apprezzati di più i fiori di prugno, durante il Periodo di Heian i fiori di ciliegio iniziarono ad attrarre più attenzione. Il termine hanami in primo luogo è stato usato nella novella Genji Monogatari (源氏物語 hiragana= げんじものがたり – let. “La storia di Genji”) di Murasaki Shekibu (scritta nel periodo delle novelle Heian) come termine analogo all’osservazione dei fiori di ciliegio.

Si iniziò anche a diffondere la credenza di Dei che vivevano all’interno di piante e di fiori, questo pose il ciliegio tra le piante più importanti per la devozione a questi Dei. Tale devozione fu talmente incisiva da influenzare la semina del riso e la raccolta nei campi.
Il primo luogo dove si iniziò a praticare questo credo fu la Corte Imperiale di Kyoto, nell’era dell’Impero Saga nel periodo di Heian. Per venerare tali Dei si adottò sempre più frequentemente la pratica dell’osservazione dei fiori, dando così vita ai primi “party” e ritrovi all’aperto. In un secondo momento anche la poesia subì l'influenza di questa pratica, i poeti iniziarono ad elogiare la fragilità dei fiori, posti come metafora della vita, “luminosi, belli anche se di breve vita effimera”.


La pratica dello hanami originalmente era stata limitata all’elite della corte imperiale, ma presto si sparse alla società samurai, e solo nel Periodo Edo alla gente comune. In seguito Tokugawa Yoshimune, pronipote di Tokugawa Ieyasu (l’ottavo shogun dello Shogunato Tokugawa) per diffondere al popolo il credo religioso fece piantare nella città delle intere aree di sakura sotto ai quali la gente iniziò a recarvisi con i bento prendendo l’abitudine di mangiare e festeggiare sotto i fiori appena sbocciati, come si può ben immaginare questa consuetudine annuale venne considerata sempre più come una festa, tendendo a dimenticare così la vera ragione dello hanami.Così ebbe inizio l’era dello hanami in Giappone.
(Fonte: casajappo )

venerdì 11 febbraio 2011

I giovani e l'alcool: una vita bevuta.

Spesso a scuola arrivano avvisi di concorsi nei quali è gradita la partecipazione degli alunni. Sono più proposte che cercano di coinvolgere i ragazzi e invitarli alla scrittura, data la dipendenza da cellulari e internet, che un vero e proprio invito per piacere.
Qualche settimana fa c'è stata la proposta da parte della prof di letteratura di partecipare a un concorso letterario. Consisteva nel fare un tema in cui si discuteva del rapporto dei giovani con l'alcool, le cause, conseguenze ed eventuali rimedi.

Ho deciso di partecipare. Non è proprio un argomento che mi ispira e mi stuzzica, però è stata più una scelta fatta per poi avere, in base all'esito, delle considerazioni sullo scritto.
La professoressa me l'ha corretto dicendo che potevo spedirlo. Non spero niente per ora, l'ho fatto anche per "gioco" in parte, quindi non sono particolarmente preoccupata.
Aspetto comunque l'esito!! :) Chissà, spesso le cose in cui speriamo di meno si realizzano più facilmente!

Questo è link dell'associazione organizzatrice:

lunedì 7 febbraio 2011

Il giorno in più




Cosa racconta...
Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto. Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un'altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno. È l'inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L'amore, l'amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature care a Volo e ai suoi lettori.

In lettura!

Come per "Il cavaliere d'inverno" qualche frase "a caso":

‎" Mi piacciono quelle stagioni in cui quando passeggi cerchi il sole, in cui se c'è un lato della strada all'ombra e l'altro con il sole attraversi la strada per sentirlo.
Molto meglio di quando passeggi d'estate e attraversi la strada per evitarlo. "
[in questi giorni c'è un solo stupendo qui.. mi da tanto di primavera!]

" E' bello avere una persona sulla qualche fare delle fantasie durante il giorno.Anche se è sconosciuta.Non so perchè, ma quando pensavo a lei i miei pensieri non avevano mai il punto.Solo virgole. "
[Pag 19]

" Cosa siamo?Amici,complici,compagni di gioco,amanti platonici,semplici sconosciuti?"
[pag 23]

" Ho sempre avuto un fortissimo senso di responsabilità,ho sempre capito che dovevo chiedere poco per non disturbare e che dovevo imparare ad arrangiarmi da solo"
[pag 61]

"Mi piace accendere il telefono la mattina e sentire che arrivano messaggi.Mi piace così tanto che la sera a volte ne mando un pò e poi spengo il cellulare, così trovo le risposte quando mi sveglio. "
[pag 68]

" Forse è lo sguardo che rende donna.Sicuramente la consapevolezza.Una ragazza consapevole è una donna a qualsiasi età. "
[pag 141]

" Forse immaturi,ma eravamo stati bene e alla fine questo era quello che contava.
Quel gioco mi aveva reso migliore.
Avevo fatto progressi enormi nell'espressione della mia emotività. "
[pag 262]

Finito 09/02/2011
Leggendo questo libro spesso mi sono ritrovata in certe descrizioni dell'autore. Ciò che dice è la semplice e banale realtà. Racconta di attimi, emozioni, pensieri, reazioni che magari una persona crede di essere l'unica al mondo a provarli o a crearseli nella sua mente,quando invece poi si rivede in ciò che è scritto e si sente un pò più sollevato sapendo di non essere l'unico!
Lo stile è molto semplice e scorrevole. L'autore sembra quasi che ti stia parlando per questo si legge abbastanza in fretta.

Sinceramente, mi aspettavo molto di più non avendo letto altri libri di Volo, ma solo stralci di libri trovati quà e là. Ora so come scrive.
:)