venerdì 17 giugno 2011

Vacanze romane.

Bene. Mi sono fermata al 2 Maggio facendomi sempre la promessa di "ritornare". Tanto per cambiare non l'ho fatto..

Torno (a casa però!) dopo 10 giorni trascorsi nella Città eterna, Roma. Ho staccato per un pò la spina e devo dire che questo ritorno alla normalità e alle vecchie abitudini è un pò più strano del solito.. Ho provato a scrivere quando ero lì dai miei zii, ma dopo il secondo giorno avevo già smesso per mancanza di tempo. Tra l'altro il buon tempo non mi ha proprio accolta se non negli ultimi, prima di partire.. Le nuvole hanno spesso e volentieri fatto ombra al sole.
Mio zio è stato un pò il mio cicerone, mentre giravamo lui raccontava -per fortuna!.

Day one.
Per fortuna ha smesso di piovere. Una passeggiata sul Lungotevere dove tramonta la cupola di San Pietro, Porta San Paolo, Piramide Cestia, Gianicolo dove c'è Piazza Garibaldi e, se non mi sbaglio, il punto più alto nell'80. Circo Massimo. Non so perchè, ma è ciò che mi è rimasto più impresso mi attira! (Tra l'altro ho poi saputo che ci sarebbe stato il concerto di Lady Gaga per l'Europride che non sono andata a vedere. Anche se, un pò ero curiosa:) ma sinceramente non ho avuto coraggio di chiederlo! ) E infine il rientro.. Non ho smesso di pensarci. La lontananza avvicina. Il vento leggero, tipico estivo, solleva i pensieri che si aggrappano alle stelle e poi cadono, sprofondano, si annullano nella notte.
Stamattina il pullman sembrava spinto dalla voglia di andare via, come se quello fosse il modo migliore per nascondersi per un pò dai pensieri, e frenato da una leggera nostalgia.

Day two.
Notte movimentata, per gli incubi però. Mi succede spesso quindi non ci penso più di tanto. Un risveglio abbastanza normale, si tranquillo.
Al mercato, nelle vicinanze di questa zona, spicca e non può non saltarmi all'occhio, la varietà della frutta. E' una cosa banale, ma mi sono concentrata su questo particolare perchè giù non si vede così. More, lamponi, bacche.
Euroma2. Non so se sia il centro commerciale più grande nella zona EUR, ma di certo il più grande che ho visto sinora. Tra l'altro ho potuto ammirare e sognare nell'arco di un minuto, uno stupendo, enorme e tranquillo parco che mio zio ha poi definito come "un buco". Ci fosse da me un buco così grande!
Affiancato poi da una lunghissima e altissima scalinata che conduceva a un museo. Uno scenario molto da film americano.

[..pausa senza ispirazione..]

Venerdi!
Roma vista sulle due ruote di una Honda. Spettacolo lei di per sè, poi il rumore del motore di quella moto mi faceva vibrare. Bella bella bella. Ho conosciuto anche lo Zodiaco, o Osservatorio astronomico romano, dove c'è il belvedere chiamato Vialetto degli Innamorati un posto ideale -mio zio mi ha poi spiegato- per le coppie. Vero. C'è una vista stupenda.
Chissà.

C'è anche da dire che la divisa mi affascina terribilmente, vedere gruppi di militari mi faceva brillare gli occhi. Quando sono arrivata alla stazione per prendere il pullman del ritorno, c'erano anche pullman che invece erano appena arrivati a traguardo. Vedere coppie che si aspettano alla stazione e che si abbandonano in abbraccio quando uno dei due scende, per me è un'emozione forte. E' inevitabile sorridere. Non c'è niente di sdolcinato, solo la semplicità di un gesto.
C'è una canzone che mi ha colpito mentre andavamo alla stazione, Sweet Virginia dei Rolling Stones. Non la conoscevo. La adoro.

lunedì 2 maggio 2011

Sensazioni.

Io adoro camminare. Camminare per scoprire, per capire, ammirare, riflettere e sentire. Ultimamente adoro anche farlo con le cuffie nelle orecchie.
La gente vede ragazzi che ascoltano la musica per strada, li osserva come fossero delle persone diverse e magari crede che siano adolescenti depressi o passivi. Non è per tutti così.. A me piace farlo perchè, per esempio, mi tiene compagnia quando nei pomeriggi esco per andare in palestra. E' un pò come la colonna sonora dei film.. Ed io non sono passiva, anzi. Colgo le espressioni del cielo, e ultimamente vedo qualsiasi cosa creare cuori. Le foglie, le ombre, le pozzanghere.
E poi scrivo.. Vorrei che chi legge si sentisse un pò meglio, non sia superficiale. Molta gente lo è. Potrebbe pensare che io viaggi troppo con la fantasia, o cavolate varie, perchè lo fa davvero. Semplicemente scrivo quello che di positivo vedo con i miei occhi. Serve.. Negativa come sono serve a darmi più forza, a pensare che alla fine non è poi così schifoso il mondo. Le persone non sono tutte orribili, gli uomini non sono tutti stronzi, se muore una persona anzichè un'altra non è perchè Dio ci ha abbandonati.

In realtà, scrivo positivo anche quando inizio a diventare stanca di tutto e mi rifiuto di parlare a qualcuno di quello che ho.. solo perchè gli altri hanno già i loro di problemi. Lo ammetto.

Ed io che mi ero promessa che avrei scritto solo sul Giappone! (:

venerdì 29 aprile 2011

Ancora.

E' tutto all'inzio. Sì. E' quel pugno allo stomaco che ti blocca il respiro, non arriva sangue al cervello, non ragioni, non hai risposte perchè in quell'istante non c'è nessuna domanda. E' il grido che si ferma in gola perchè non puoi buttarlo fuori e preme, e soffoca. Sentirsi inerme.

Inizio a ragionare. Per fortuna c'è qualcosa che si contrappone al sentimento -la ragione- e che io credo di avere.
Ci ho creduto ancora. Illusa, confusa, delusa. Dentro è caos, è tempesta, è rabbia, impotenza, stanchezza. Fuori è la realtà, quella vera, più giusta, più dolorosa. Che ti disarma, ti sconfigge e poi ti rende forte.
E' solo passeggero, come il resto passerà. Non ha senso neanche scrivere, cosa c'è da raccontare se non è successo niente. Diamine. Come può il niente farmi questo effetto?!

Mi sento stupidamente una di quelle ragazzine che si preoccupa in età adolescenziale di non poter trovare mai l'amore, una che vede come una tragedia la fine di una storia, che scrive dappertutto quanto gli manchi e quanto lo ha amato, o al contrario che è uno stronzo.
Io non sono così, non scrivo il tuo nome da nessuna parte. Non mi piango addosso se non per l'averci creduto davvero. Non mi manchi, non sei uno stronzo, non ti odio, non ti rinfaccerò niente anche perchè non ne avrò modo. Non sa niente nessuno (eccetto certe persone..) come lo è stato dall'inizio fino ad ora. Non saprà.
La testa che pesa un pò di più, troppe pagine da studiare.Rimboccarsi le maniche, sorridere quando lo si sente -perchè un sorriso falso non trasmette niente. La vita fuori non aspetta e non c'è tempo da sprecare così..

..Non so cosa mi servirebbe..
Chissà perchè poi le storie così sono sempre quelle che cerco di tenere più nascoste. In questi anni, pochi per la mia età, solo due.

martedì 19 aprile 2011

Granelli di sabbia.

Mentre si avvicinava alla riva lui la prese in braccio. Quelle forti braccia le reggevano le gambe, come nei matrimoni americani da film dove lo sposo varca la soglia con la moglie in braccio.
Sulla spiaggia due bambini giocavano a palla, si rincorrevano, ed entrando nell'acqua gli schizzi bagnarono i piedi di lei e il braccio sinistro di lui. Due ragazze adolescenti camminavano raccontandosi pettegolezzi, quanti problemi da affrontare a quell'età quando sembra che non ci sia nessuno al mondo che possa capirti. Una coppia di anziani chiacchierava sotto l'ombrellone, lei con gli occhiali da sole e un cappello che le faceva ombra ben oltre la circonferenza della testa. Il sole abbagliante, splendente, non le permetteva di tenere gli occhi completamente aperti, ma sapeva esattamente quale bellezza ci fosse proprio dinnanzi il suo viso. I suoi capelli bagnati scendevano ad onde. Poi gli occhi di lui e un attimo dopo, il vuoto...
Nessun rumore.
Il battito del suo cuore era così forte da coprire qualsiasi suono.
Un tonfo, uno scoppio.
Il culmine delle emozioni: passione, desiderio, eccitazione, dolcezza. Non c'era amore, si conoscevano da troppo poco per poter parlare d'amore. Però si erano trovati in quel bacio, forse si stavano cercando. Quella era la foto che ha sempre voluto riempisse il suo album d'amore.
Pian piano tutto torna alla normalità, tutto quello che c'era intorno. I piedi sulla sabbia umida, le gote rosse. " Devo aver preso un bel pò di sole, mi sento la testa in fiamme.. " chissà se fosse davvero colpa del sole, o no. " e come al solito l'avrò sicuramente preso solo alle guance!" i denti bianchi splendevano sotto la luce del sole. Complice, ancora una volta era riuscito a celare. Il rossore.. Quel sorriso imbarazzato.. " Mi è venuta fame, ti va un gelato?" doveva essere imbarazzato anche lui per aver evitato la risposta e cambiato argomento. Fame. La felicità ti porta ad essere troppo sazio per la gioia, o a avere lo stomaco completamente vuoto prosciugato dalle emozioni.

Quello che scrivo è sempre quello che detta la mia immaginazione. :)

lunedì 18 aprile 2011

E così vorresti fare lo scrittore?

Questa è una poesia di Charles Bukowski. Mi piace abbastanza.. e allo stesso tempo mi spaventa. Si perchè è forte, chiara e decisa. Quello che non sono io ultimamente.

E così vorresti fare lo scrittore?

Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal
cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai solo per soldi o per
fama,
non farlo.
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.
se devi aspettare che ti esca come un
ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro.
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e pretenzioso, non farti consumare dall’auto-compiacimento.
le biblioteche del mondo hanno
sbadigliato
fino ad addormentarsi
per tipi come te.
non aggiungerti a loro.
non farlo.
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo.
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da
sé e continuerà
finché tu morirai o morirà in
te.
non c’è altro modo.
e non c’è mai stato.



Del mio scrivere non sono mai stata certa o comunque non ci ho mai pensato come qualcosa che potessi fare nel futuro. Scrivo e basta, perchè a volte non riesco a non farlo.. Potrebbe non sembrare dal momento che non posto quasi niente sul blog, però è così.

domenica 17 aprile 2011

" Una vita bevuta ": esito concorso.

L'altro ieri sono usciti i risulati del concorso. Ovviamente il primo posto, come il secondo il terzo e via discorrendo, non è il mio!
Premesso che me lo aspettavo, non credevo che ci sarei rimasta così. Soprattutto in questo perdiodo in cui non ho stimoli nel fare niente, in particolar modo a scuola (anzi, dovuto a degli avvenimenti a scuola..). Mi sembra una cosa stupida, ma perchè in fondo ci tenevo a vincere. Non per il premio in sè, ma perchè mi avrebbe fatto sentire apprezzata, appagata, per una volta orgogliosa di me stessa. Odio scrivere di me, però è così. Fare la scrittrice non è quello che vorrei, però adoro scrivere e far venire in chi legge la voglia di continuare, per evadere, capire, perdersi tra le parole e staccare per un breve momento dal quello che lo circonda. Il mio tema, lo ammetto, non era niente in confronto a quelli dei vincitori. Il primo posto è stato meritatissimo, mi sono venuti davvero i brividi a leggerlo! E' stupendo. Il secondo è di una ragazza del mio stesso paese (forse ha influito anche questo a farmi sentire così..) , ma di una scuola diversa. E' molto bello anche quello! Il terzo non ho avuto tempo di leggerlo, se non i primi righi. In effetti il mio sembrava più una pagina di giornale, però non sapevo si potesse fare come hanno fatto loro.. raccontando e magari inventando una storia. Forse avrei perso comunque.. per la vergogna a mostrare quello che scrivo anche se magari è una storia totalmente falsa, solo frutto della mia fantasia.
Sto pensando di partecipare ad un altro concorso letterario (se lo trovo in giro..). Questa volta però, vedrò di non farmi scrupoli e di evitare la vergogna o di non scrivere per paura di essere criticata, giudicata o di sembrare PATETICA.
Vincitori concorso letterario AMMI

giovedì 14 aprile 2011

Autori per il Giappone: sito ufficiale.







AUTORI PER IL GIAPPONE
Ecco il sito ufficiale :) c'è anche il mio testo!

Purtroppo le scosse di assestamento continuano, ed io continuo a rifiutarmi di ascoltare le notizie in tv.
E, purtroppo, non ho molto tempo per stare al pc, tempo per scrivere o leggere, quindi non so neanche come procedono le cose. Sembra quasi che ci si sia dimenticati di quello che sta succedendo. Io, certe immagini non riesco a toglierle dalla testa quando ci ripenso.. e vorrei essere lì, come un militare, un infiermere, un volontario per qualsiasi cosa.
Per ora però devo accontentarmi solo del pensiero.